Twitch potrebbe rischiare una class-action dopo che uno streamer ha depositato un ricorso contro la piattaforma di streaming e la società madre Amazon, sostenendo che i contenuti dei creator siano stati utilizzati per l’addestramento di IA generative senza il loro consenso.

- Il creatore di Twitch Warren Pandiscia ha depositato una proposta di class-action contro Twitch e Amazon in merito all’uso non consentito di dati per l’addestramento dell’IA.
- Le trasmissioni degli streamer, le clip passate e i registri della chat risalenti al 2024 sono stati utilizzati per addestrare i modelli di IA di Amazon senza previo consenso o compensazione finanziaria.
- Sebbene Twitch abbia introdotto un’impostazione di opt-out, questa non è retroattiva e si applica rigorosamente ai singoli canali anziché agli account multicanale completi.
I creator di streaming affrontano una nuova controversia mentre le battaglie sui diritti digitali entrano nelle aule di tribunale, in seguito alla presentazione di una class-action da parte di un content creator contro Twitch.
La notizia proviene da Courthouse News, secondo cui lo streamer di Twitch del Connecticut Warren Pandiscia ha intentato la causa sostenendo che “Twitch e Amazon hanno copiato illegalmente milioni di video per sviluppare i modelli e i prodotti di IA di Amazon”.
Cosa ha portato alla class-action contro Twitch e Amazon?
Warren Pandiscia ha depositato un ricorso per class-action di 37 pagine presso il Distretto Settentrionale della California, sostenendo che Twitch e Amazon abbiano raccolto i contenuti dei creator senza accordi di licenza espliciti.
La causa sostiene che milioni di streaming registrati, trasmissioni passate e registri di chat siano stati prelevati già nel 2024 per alimentare modelli commerciali di intelligenza artificiale.
Secondo il documento legale riportato da Courthouse News, la piattaforma ha violato gli accordi impliciti utilizzando i creator come materiale di addestramento non retribuito.
Come funziona realmente l’impostazione di opt-out per l’IA generativa su Twitch?
Il controllo di opt-out per l’IA generativa, introdotto da Twitch per gestire le preferenze dei creator, consente agli utenti di disattivare la raccolta dei dati tramite i menu di sicurezza del proprio account.
La navigazione nel menu delle impostazioni consente alle persone di bloccare la raccolta futura, sebbene il meccanismo manchi di retroattività e lasci intatti i dati storici già ingeriti dai modelli di Amazon.
Inoltre, l’interruttore opera su base individuale per canale anziché applicarsi universalmente a tutti i profili aziendali, attirando le critiche dei gruppi di tutela.
Quali sono le implicazioni più ampie per gli streamer e le piattaforme tecnologiche?
Il contraccolpo generale della community evidenzia una crescente disconnessione tra le piattaforme digitali e i creator di contenuti per quanto riguarda la proprietà dei dati.
Gli organismi di regolamentazione hanno consigliato agli utenti di valutare le proprie preferenze sulla privacy, mentre gli esperti legali osservano che l’esito di questo contenzioso potrebbe stabilire un precedente su come i principali conglomerati tecnologici acquisiscano e utilizzino i media generati dagli utenti per lo sviluppo del machine learning.
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