Pixel Sundays: Heroes of Might and Magic – Il ritorno di una leggenda della strategia

Nell’edizione di Pixel Sundays di oggi torniamo a parlare di un franchise storico che, proprio in questi giorni, ha visto il lancio di un nuovo capitolo. Stiamo parlando di Heroes of Might and Magic, una delle serie fondatrici della strategia a turni con una forte impronta fantasy. Il franchise ha toccato il suo apice molti anni fa, per poi raggiungere il punto più basso sotto l’egida di Ubisoft, ma ora punta a tornare alla sua Era d’Oro.

Sommario

Il franchise affascina con il suo tipico loop di gameplay, in cui scegliete il vostro eroe, esplorate la mappa e raccogliete risorse per reclutare truppe in modo da potervi imporre sui regni rivali. Questo sistema di gioco, apparentemente così semplice, può catturarvi per ore e assorbire completamente la vostra attenzione. L’effetto “solo un altro turno” è qui particolarmente marcato. Ora è uscito Heroes of Might and Magic: Olden Era e il suo obiettivo è proprio quello di ricalcare la formula degli amati titoli del passato. Per verificare se ci sia riuscito, daremo un’occhiata a com’erano i capitoli originali per poi analizzare nel dettaglio l’ultimo nato della serie.

L’Inizio – Da Might and Magic a Heroes of Might and Magic

Le origini di tutto risiedono nel ben più vasto universo di Might and Magic, che in principio era una serie di giochi di ruolo creata da New World Computing. Heroes of Might and Magic è nato in un secondo momento come spin-off strategico a turni. Il primo gioco uscì nel 1995 con il titolo Heroes of Might and Magic: A Strategic Quest per MS-DOS. Sviluppato da New World Computing, l’idea e la regia del titolo furono curate da Jon Van Caneghem, figura strettamente legata all’eredità di Might and Magic.

Heroes of Might and Magic

I giochi della serie “Heroes” non erano i classici titoli di ruolo in prima persona con un gruppo di avventurieri; assumevate invece il controllo di eroi su una mappa d’avventura. Nel primo capitolo c’erano quattro fazioni o classi tra cui potevate scegliere: Cavaliere, Barbaro, Maga o Stregone. Nel gioco esplorate la mappa avvolta dalla nebbia, raccogliete risorse, espandete il vostro castello, reclutate unità e conducete battaglie tattiche. Risorse come oro, legno, minerali e materiali rari potevano essere ottenute da accampamenti e miniere per poter costruire edifici o assoldare nuove creature. Queste unità combattono poi al fianco dei vostri eroi contro gli eserciti nemici; già all’epoca erano presenti creature come draghi, ciclopi, fenici, paladini e molte altre.

Le battaglie si svolgevano a turni su una schermata di combattimento separata, mentre l’esplorazione veniva gestita attraverso la mappa d’avventura. Il primo capitolo era decisamente meno complesso dei titoli successivi, ma servì a stabilire le fondamenta iniziali. I progressi erano lenti, ma si aveva sempre il proprio obiettivo ben chiaro in mente, il che conferiva al gioco il suo fascino inconfondibile. Da un universo RPG nacque così una serie strategica che riuscì a costruirsi rapidamente una propria forte identità.

Il Gameplay – Perché Heroes crea così tanta dipendenza

Come accennato poco fa, Heroes unisce una mappa del mondo a turni a combattimenti tattici anch’essi a turni. Sulla mappa d’avventura muovete i vostri eroi da un luogo all’altro, dove raccolgono risorse, artefatti, tesori e prendono il controllo di miniere o città. Grazie a queste risorse potete reclutare diverse truppe o potenziare le vostre città per ottenere bonus ancora maggiori. Nuove creature diventano disponibili per il reclutamento ogni settimana, garantendo di fatto un nuovo inizio su base settimanale. Ad ogni turno dovete decidere dove far dirigere l’eroe, quale miniera abbia la priorità o quale struttura costruire per prima, introducendo così un profondo livello tattico. I vostri eroi, dei quali potete gestirne diversi contemporaneamente, accumulano esperienza, salgono di livello, apprendono abilità e utilizzano incantesimi durante gli scontri.

Heroes of Might and Magic

Nei vostri eserciti potete schierare soldati regolari come arcieri e fanteria. Tuttavia, c’è anche una vasta selezione di diverse creature fantasy con punti di forza variegati: grifoni, vampiri, scheletri, draghi, angeli, ciclopi, fenici e paladini. Ogni fazione vanta il proprio stile e le proprie truppe esclusive, come ad esempio: cavalieri e angeli, non morti e vampiri, creature magiche, barbari o armate di draghi. Le battaglie avvengono su un campo di battaglia tattico strutturato a griglia esagonale. Ciononostante, i combattimenti rimangono piuttosto semplici. Le unità agiscono in sequenza; possono muoversi, attaccare, lanciare magie o attendere. La profondità tattica scaturisce dal posizionamento, dall’iniziativa e dall’uso intelligente degli incantesimi.

Questo sistema di gioco non è cambiato drasticamente nel tempo e risulta molto simile anche nell’attuale Olden Era. Il gioco è particolarmente divertente in multiplayer, specialmente nella modalità Hotseat, che permette a più giocatori di fare i propri turni a rotazione su un solo PC, offrendo una forma primordiale di gioco multigiocatore locale. Heroes non risulta mai freddo o asettico perché ogni mappa funziona come una piccola avventura fantasy, e non come un mero strategico basato su tabelle di calcolo.

Heroes of Might and Magic II e III – Il classico diventa leggenda

Heroes of Might and Magic II: The Succession Wars è uscito nel 1996, sviluppato da New World Computing. Il gioco ha ampliato notevolmente la formula del primo capitolo, introducendo maggiori contenuti, personalità, un’atmosfera fantasy più marcata e un’estetica fiabesca. Eppure, il loop di gameplay centrale è rimasto inalterato. Il gioco non sembrava un riavvio completo, ma piuttosto una versione decisamente più curata e rotonda dell’originale.

Heroes of Might and Magic

Heroes of Might and Magic III: The Restoration of Erathia fu pubblicato nel 1999, anch’esso sviluppato da New World Computing. Heroes III è considerato il capitolo più famoso e, da molti fan, il migliore dell’intera serie. Il gioco fece un enorme balzo in avanti con l’aggiunta di più città, più unità, mappe più ampie, un bilanciamento migliore, una presentazione più solida e una longevità di gran lunga superiore. A questo si unirono numerose nuove fazioni con un proprio stile definito, creature esclusive, temi musicali dedicati per la città e un’atmosfera unica. Anche l’interfaccia della città era cambiata radicalmente: non si vedevano più solo semplici edifici, ma un’autentica metropoli fantasy in via di sviluppo. La colonna sonora iconica di Heroes 3, composta da Paul Romero, Rob King e Steve Baca, è rimasta impressa nella memoria di innumerevoli giocatori. Mappe enormi e partite lunghissime rendevano Heroes III la scelta perfetta per i fine settimana, le vacanze o le lunghe serate in Hotseat con gli amici.

Heroes of Might and Magic 3 è disponibile anche in versione HD su Steam e GOG. Il gioco offre la medesima esperienza ludica con tutte le espansioni e una veste grafica ottimizzata per i monitor moderni. La community mantiene il gioco incredibilmente attivo ancora oggi grazie a mappe amatoriali, modalità multiplayer e mod. Una delle espansioni fan-made più importanti è Horn of the Abyss, scaricabile tramite il Workshop di Steam e GOG, che porta con sé nuove città, campagne, scenari e numerosissimi miglioramenti. Heroes III non è solo “un vecchio classico”, ma un gioco che per molti rappresenta un pezzo fondamentale della propria infanzia su PC. Con Heroes II, la serie ha trovato il suo stile; con Heroes III, è entrata nella leggenda.

La Frattura – Heroes IV, 3DO e la Fine di un’Era

Heroes of Might and Magic IV è uscito nel 2002, sviluppato ancora una volta da New World Computing. Il quarto capitolo si è rivelato nettamente più sperimentale rispetto a Heroes II e III. Il cambiamento più significativo ha riguardato gli eroi stessi. Ora scendevano fisicamente sul campo di battaglia insieme alle loro truppe, partecipando attivamente ai combattimenti. In precedenza, si limitavano a supportare l’esercito dalle retrovie tramite abilità e artefatti equipaggiati. Questa evoluzione ha conferito a Heroes IV un’atmosfera molto più simile a quella di un gioco di ruolo, allontanandolo dalla formula classica. Di conseguenza, era diventato possibile guidare eserciti con più eroi o addirittura senza alcun eroe, sebbene quest’ultima opzione comportasse alcune limitazioni.

Heroes of Might and Magic

Inoltre, la mappa dell’avventura e le battaglie sono passate a una visuale isometrica 3D fissa. Per alcuni fan, questi cambiamenti sono stati entusiasmanti, poiché introducevano maggiore profondità e nuove possibilità tattiche. Tuttavia, la stragrande maggioranza dei giocatori ha avvertito la mancanza della collaudata formula precedente. Heroes IV non era un cattivo gioco, ma un’opera che ha deliberatamente scelto di sovvertire le aspettative.

A questo punto è necessario un breve contesto storico. Fin dal 1996, New World Computing faceva parte di The 3DO Company. Tuttavia, all’inizio degli anni 2000, 3DO ha affrontato gravi difficoltà finanziarie. Di conseguenza, gran parte del team di New World Computing è stata licenziata nell’aprile del 2002. Nel 2003, 3DO ha dichiarato ufficialmente bancarotta. Questa situazione ha offerto a Ubisoft l’opportunità di acquisire i diritti del franchise Might and Magic in quello stesso anno. Con il crollo di 3DO, New World Computing è scomparsa definitivamente. Heroes IV non ha segnato solo la fine di un capitolo, ma la conclusione definitiva dell’era originale di New World Computing.

L’Era Ubisoft – Un Nuovo Inizio, Esperimenti e Magia Perduta

Dopo che Ubisoft ha acquisito i diritti del franchise, Heroes of Might and Magic V ha visto la luce nel 2006. Con questo titolo, l’azienda intendeva orchestrare un grande rilancio della serie. Sviluppato da Nival Interactive e pubblicato da Ubisoft, il gioco ha introdotto il nuovo mondo di Ashan, totalmente slegato dal classico universo di New World Computing. L’obiettivo di Ubisoft era ricostruire Might and Magic come un ecosistema fantasy più solido e coeso. Il titolo sfruttava una grafica 3D moderna, conferendogli un aspetto contemporaneo che contrastava fortemente con i vecchi classici in 2D. Eppure, nonostante questo riavvio narrativo, il gameplay di Heroes V si avvicinava molto di più a quello di Heroes III rispetto a Heroes IV.

Heroes of Might and Magic

Il gioco è stato acclamato dalla critica e si è rivelato un grande successo commerciale. Entro la fine del 2006, Heroes V aveva venduto oltre 350.000 copie, raggiungendo il primo posto nelle classifiche di vendita in Germania, Francia e Regno Unito. Ha inoltre ricevuto diverse espansioni, tra cui Hammers of Fate e Tribes of the East, che hanno introdotto nuove classi, unità, eroi, mappe e molto altro. Per molti appassionati, Heroes V rappresenta il punto più alto indiscusso dell’era Ubisoft, poiché la qualità del franchise ha subito un netto declino subito dopo.

Successivamente, l’identità della serie è diventata più complessa: Might & Magic Heroes VI e Might & Magic Heroes VII presentavano concetti promettenti, ma non sono riusciti a generare lo stesso impatto culturale. Ubisoft ha tentato di rafforzare il marchio globale Might & Magic alterando la convenzione dei nomi dei nuovi titoli. Purtroppo, questo ha solo creato un’ulteriore distanza dalla tanto amata identità originale. Sebbene Heroes VI e VII siano rimasti giochi di strategia fantasy, sembravano più dei progetti standard della moderna Ubisoft ambientati nell’universo di Ashan.

Heroes of Might and Magic

Inoltre, questi giochi presentavano spesso problemi di prestazioni e bug critici, come schermate nere o problemi di connettività in multiplayer. Mentre Heroes V aveva dimostrato che la formula classica poteva ancora funzionare, Heroes VI e VII hanno evidenziato quanto fosse difficile ricatturare la magia di Heroes III. Molti giocatori sono rimasti fedeli a Heroes III, mentre altri hanno accettato Heroes V come un rispettabile compromesso moderno. Questo è esattamente il motivo per cui il capitolo più recente, Olden Era, ha generato così tanto entusiasmo: rappresenta un vero ritorno alle leggendarie radici della serie.

Heroes of Might and Magic: Olden Era – Il Grande Ritorno dell’Antica Magia

Heroes of Might and Magic: Olden Era è il primo nuovo capitolo principale della serie in oltre un decennio. Il gioco è entrato in Accesso Anticipato su Steam il 30 aprile 2026. Sviluppato dallo studio indipendente Unfrozen e pubblicato da Hooded Horse, con il supporto di Ubisoft, il titolo vuole essere un chiaro segnale per i fan: l’esperienza classica è tornata. Il nome tradizionale Heroes of Might and Magic è stato ripristinato e Olden Era funge da ponte tematico tra l’era antica e l’età d’oro. Funzionando come un prequel della serie leggendaria, vi riporta nel mondo di Enroth — l’ambientazione di Heroes III — mentre esplorate regioni finora sconosciute.

Heroes of Might and Magic

La formula classica torna chiaramente al centro dell’attenzione: guiderete eroi, esplorerete mappe, espanderete città, recluterete eserciti, raccoglierete artefatti e sconfiggerete i vostri avversari usando magia e creature leggendarie. La versione in Accesso Anticipato include già sei fazioni con unità inedite. Inoltre, offre una vasta gamma di modalità sia per il giocatore singolo che per il multiplayer. Per quanto riguarda la trama, il primo atto della campagna è attualmente disponibile, affiancato da mappe con scenari indipendenti, modalità schermaglia e un robusto editor di mappe. Le funzionalità extra includono le modalità Classica, Un Eroe, Arena, Generatore di Mappe Casuali, Co-op e Multiplayer. Grazie all’editor, la community sta già creando mappe personalizzate, garantendo un flusso costante di nuovi contenuti per tutti.

Solo nelle prime 24 ore, il gioco ha venduto oltre 250.000 copie, coprendo con successo i costi di sviluppo fin dal lancio. I giocatori hanno risposto con un entusiasmo travolgente, raggiungendo l’89% di recensioni positive a pochi giorni dall’uscita e un picco di 53.587 giocatori simultanei. Questo debutto massiccio dimostra che la base di fan non è mai scomparsa; stavano semplicemente aspettando un nuovo capitolo degno di questo nome. In futuro, gli sviluppatori prevedono di rilasciare importanti aggiornamenti con atti aggiuntivi per la campagna e nuove fazioni. Olden Era è la prova vivente che Heroes non è mai svanito del tutto. L’antica magia stava solo aspettando il momento perfetto per fare il suo trionfale ritorno.

Heroes of Might and Magic

Conclusione – Un Franchise come un Antico Libro di Incantesimi

Heroes of Might and Magic è uno di quei franchise che difficilmente si può spiegare solo attraverso la sua grafica, i dati di vendita o le singole meccaniche. Il vero fascino risiede nell’esperienza complessiva. Iniziate dal basso, raccogliete risorse, scoprite la mappa, migliorate la vostra città e, all’improvviso, vi rendete conto che una partita veloce ha consumato tutta la vostra serata.

Da New World Computing e Heroes III agli anni di Ubisoft e ora Olden Era, la serie ha attraversato numerose fasi. Sebbene non tutti i capitoli abbiano raggiunto l’acclamazione universale, il concetto di base è sempre rimasto incredibilmente avvincente. Questo è esattamente il motivo per cui Olden Era non sembra solo un nuovo gioco; è un potente promemoria del perché questa specifica branca della strategia sia ancora così profondamente amata dalla community.


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