Pixel Sundays: Overwatch – Dal fenomeno degli hero shooter alla crisi d’identità

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15 febbraio 2026 nessun commento

Oggi nel nostro Pixel Sundays parliamo di Overwatch. Un gioco che ha vissuto alti e bassi. Parleremo di come il titolo sia uscito nel 2016, colpendo il mondo del gaming in modo del tutto inaspettato. Dopo WoW e Diablo, Blizzard Entertainment ha osato con un multiplayer shooter basato sugli eroi, caratterizzato da personaggi colorati, ruoli chiari e una forte personalità, invece del realismo militare.

Sommario

I match erano veloci, il gameplay non troppo complesso, ma si notavano subito i miglioramenti nelle abilità. La community ha amato il gioco ed era molto popolare su Twitch, YouTube e Reddit. In seguito, però, sono arrivate le promesse infrante e il declino del gioco. Forse Overwatch è di nuovo sulla strada giusta? Scopriremo tutto oggi.

Overwatch 2016 – L’inizio perfetto di una nuova era di sparatutto

Overwatch è uscito il 24 maggio 2016 per PC, PS4 e Xbox One. Sviluppato da Blizzard Entertainment, già nota per WoW e Diablo, il gioco è nato dopo la cancellazione del progetto MMO “Titan”. Hanno creato un titolo in formato 6vs6 con una chiara suddivisione dei ruoli: Tank, Attacco e Supporto. Al lancio c’erano 21 eroi giocabili, successivamente ampliati e migliorati continuamente.

Overwatch

Tra i personaggi più iconici ci sono Tracer, Genji e Mercy, diventati subito i preferiti dei fan. Ogni figura ha armi, abilità e “Ultimate” uniche. Il focus è sulla sinergia di squadra, sui counter-pick e sul controllo della mappa. Le modalità più giocate erano Trasporto e Controllo. In Trasporto, una squadra doveva scortare un carico, mentre in Controllo bisognava difendere o conquistare punti strategici.

L’intero gioco era fortemente stilizzato, con mappe e campioni colorati. Niente armi realistiche, ma strumenti creativi per ogni eroe. Lo storytelling avveniva tramite cinematiche di alta qualità e cortometraggi animati invece di una classica campagna. Inoltre, non c’erano meccaniche Pay-to-Win, solo loot box contenenti esclusivamente skin per i campioni. Il gunplay era molto accessibile, ma offriva ampi margini di miglioramento tramite posizionamento, tempismo delle Ultimate e coordinazione del team.

Overwatch

Già nella Open Beta, Overwatch ha superato la soglia dei 9 milioni di giocatori. Inoltre, nel 2016 ha vinto diversi premi come Gioco dell’Anno. Il titolo si è affermato come un’alternativa fresca ai classici shooter militari come Call of Duty e Battlefield, dando il via al moderno trend degli hero shooter nella scena multiplayer.

Gli anni d’oro – Contenuti, community ed evoluzione del meta

Tra il 2016 e il 2018, Overwatch è stato considerato uno dei titoli live-service più costanti, con eventi stagionali regolari come Halloween da brividi, Giochi Estivi, Magico Inverno e Archivi. Nuovi eroi uscivano in media ogni 3-4 mesi nei primi anni, accompagnati da nuove mappe, garantendo varietà al Map-Pool.

Overwatch

In quel periodo la community è esplosa su Reddit, Twitter e YouTube con ondate massicce di fanart, cosplay e teorie sulla lore. Canzoni come “No Mercy” di The Living Tombstone sono diventate iconiche. Blizzard pubblicava costantemente cinematiche ufficiali come “Dragons” o “Onore e Gloria”, approfondendo il mondo di gioco senza una campagna storia.

Nel tempo sono nate diverse fasi “meta” nel settore competitivo. Nel 2017 dominava il meta “Dive” con Winston, D.Va, Tracer e Genji. Il successivo meta “GOATS” (3 Tank, 3 Supporti) ha segnato il 2018-2019, portando a dibattiti sul bilanciamento. Come reazione, nel 2019 è stata introdotta la Coda Ruoli obbligatoria. Questi cambiamenti erano rilevanti soprattutto per la modalità competitiva con lo Skill Rating.

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Nel 2018 è iniziata anche la Overwatch League. Molti streamer e content creator hanno costruito le loro carriere principalmente su questo gioco. Su Twitch, Overwatch è stato costantemente tra i titoli più visti tra il 2016 e il 2018. Col tempo, i problemi di bilanciamento sono diventati oggetto di discussioni accese, portando a una stagnazione poco prima dell’annuncio di Overwatch 2.

La Overwatch League – Il grande sogno degli E-Sport

Nel gennaio 2018 è iniziata la Overwatch League come lega professionistica ufficiale. Il modello a franchigia è stato creato sull’esempio delle classiche leghe sportive americane. Per partecipare, i team dovevano pagare tra i 20 e i 35 milioni di dollari per slot. Ci sono stati investimenti massicci in studi, trasmissioni e live event. Questi prezzi erano incredibilmente alti e molti definirono il progetto eccessivamente ambizioso.

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La Overwatch League aveva un accordo con Twitch per i diritti di streaming esclusivi nei primi anni. Nella Stagione 1 i numeri di spettatori furono alti. Tuttavia, la lega ha dovuto combattere con problemi di meta e critiche alla struttura rigida. Dalla Stagione 3 gli spettatori sono calati drasticamente.

Poi è arrivato il Covid-19, che ha impedito lo svolgimento degli eventi dal vivo, indebolendo massicciamente il progetto. Nel 2023 la lega è stata ufficialmente chiusa. Oggi la Overwatch League è considerata un esempio di espansione e-sportiva troppo ambiziosa.

Overwatch 2 – Promesse, rotture e perdita d’identità

Il 4 ottobre 2022 è uscito Overwatch 2 come grande successore di Overwatch. Annunciato con una modalità storia PvE e grandi novità, il gioco è diventato Free-to-Play. Overwatch 2 ha sostituito completamente l’originale, obbligando i giocatori al passaggio.

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Il formato classico 6vs6 è stato rimosso in favore del 5vs5, con un solo Tank per squadra. L’obiettivo era creare match più veloci. È stato introdotto un Battle Pass stagionale e le loot box sono state rimosse. Lo shop ha adottato un sistema a rotazione con skin premium e prezzi più alti.

La modalità storia PvE, tanto pubblicizzata, è stata cancellata. La community è rimasta profondamente delusa, perdendo fiducia in Blizzard. Su Steam, le recensioni sono state pessime, con meno del 25% di valutazioni positive.

Ritorno a Overwatch – Rebranding, nuovi eroi e lento declino

Nel febbraio 2026, Overwatch 2 è tornato a chiamarsi ufficialmente solo “Overwatch”. Il “2” è stato rimosso per creare un’identità live-service unificata. Questo rebranding segna l’inizio della stagione Reign of Talon con un arco narrativo annuale. Blizzard vuole tornare a pubblicare regolarmente cinematiche per mostrare nuovamente i suoi punti di forza.

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Con il rilancio sono arrivati cinque nuovi eroi (Domina, Emre, Mizuki, Anran e Jetpack Cat). Blizzard ha anche aggiornato l’interfaccia e i menu per attirare nuovi giocatori. Il rilancio ha segnato un nuovo record su Steam con oltre 165.000 giocatori simultanei.

Nonostante questo successo, la base di giocatori non è più ai livelli del 2016, ma è più stabile e di nicchia. Attualmente c’è una forte concorrenza da parte di altri hero shooter come Valorant o Marvel Rivals. Overwatch affronta le tipiche sfide dei live-service: monetizzazione e gestione delle aspettative.

Conclusione – Un eroe che ha brillato, inciampato e continua a lottare

Overwatch rimane un esempio affascinante di quanto velocemente un gioco possa diventare un’icona e altrettanto velocemente vacillare. Nel 2016, Blizzard ha fissato nuovi standard con uno stile fresco e un gameplay accessibile. Con Overwatch 2 sono arrivate le promesse infrante, ma l’attuale rebranding mostra il tentativo di ritrovare la propria identità. Anche se il grande hype è passato, Overwatch dimostra di avere ancora la forza di reinventarsi, se Blizzard saprà trarre le giuste lezioni.


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