Il franchise di Metal Gear ci accompagna da oltre 38 anni. All’epoca, uscì il gioco omonimo per MSX2 sotto la direzione di Hideo Kojima. Da allora, il franchise si è evoluto costantemente, diventando una delle serie stealth-action più influenti di sempre. Questa settimana puoi scoprire molto di più sull’intero universo di Metal Gear nel nostro articolo Pixel Sundays.
Riepilogo
- Storia dello sviluppo di Metal Gear – Dalla furtività 2D alla libertà 3D
- Titoli principali – Pietre miliari del gameplay e della narrazione
- Spin-off e titoli secondari
- Remake e Remaster – Il ritorno dei classici
- Cosa ci aspetta in futuro?
- Conclusione – L’eredità di Metal Gear
Fin dal primo gioco, l’attenzione era rivolta all’evitare i combattimenti piuttosto che affrontarli direttamente. All’epoca, questo approccio fu una vera rivoluzione. Con il tempo, la serie si è evoluta, diventando una delle più influenti nel genere stealth-action, celebre per le sue trame complesse, le meccaniche innovative e una regia cinematografica.
Storia dello sviluppo di Metal Gear – Dalla furtività 2D alla libertà 3D
1987: Metal Gear – La nascita del concetto di stealth
Tutto ebbe inizio nel 1987 con il primo Metal Gear, uscito su MSX2. Il gioco introdusse un nuovo stile di gameplay focalizzato sull’infiltrazione. Invece di affrontare orde di nemici a colpi di arma da fuoco, il giocatore doveva guidare Solid Snake di nascosto attraverso una base militare, evitando telecamere, schivando allarmi e gestendo attentamente risorse come munizioni e razioni.
Hideo Kojima, a capo del progetto, scelse la furtività non per una questione di stile, ma per necessità tecnica: l’hardware del MSX2 non era abbastanza potente per supportare uno sparatutto top-down ricco di azione. Da questa limitazione nacque una nuova idea: un gioco in cui nascondersi diventava la chiave del successo.
1990: Metal Gear 2: Solid Snake – La prossima evoluzione
Tre anni dopo, arrivò il seguito: Metal Gear 2: Solid Snake. Il gioco migliorò notevolmente molte delle meccaniche precedenti. I nemici ora avevano un campo visivo, reagivano ai rumori e pattugliavano su percorsi prestabiliti. Anche il design dei livelli divenne più complesso, l’interfaccia più dettagliata e Snake ottenne nuove abilità come strisciare.
A causa della sua esclusività per MSX2, Metal Gear 2 fu ignorato a lungo in Occidente, ma oggi è riconosciuto come rivoluzionario. Molte delle funzionalità oggi considerate “classiche” sono nate proprio qui.
1998: Metal Gear Solid – Il grande salto
Con l’uscita di Metal Gear Solid sulla prima PlayStation, la serie raggiunse la fama mondiale. Le idee precedentemente presentate in 2D furono trasferite in un ambiente tridimensionale completo, dove il gameplay funzionava ancora meglio. Dovevi muoverti furtivamente, sfruttare i suoni ambientali, tenere d’occhio le telecamere e trovare soluzioni creative ai problemi.
Ogni nuovo capitolo introduceva nuove meccaniche di gioco:
- Il suono era fondamentale — come il cigolio di un pavimento o i passi sulla neve.
- Snake poteva nascondersi in scatole, distrarre i nemici o strisciare nei condotti di ventilazione.
- La telecamera alternava viste fisse dall’alto e tagli cinematografici durante le scene di intermezzo — creando un’esperienza sia tattica che cinematografica.
Titoli principali – Pietre miliari del gameplay e della narrazione
I titoli principali della serie sono senza dubbio i giochi di Metal Gear Solid. Ogni capitolo ha introdotto innovazioni significative, sia nel gameplay che nella narrazione o negli aspetti tecnici. Hideo Kojima ha utilizzato ogni nuovo capitolo per superare i limiti, mettere in discussione le convenzioni e affinare la sua visione di cinema interattivo. Poiché abbiamo già parlato del primo titolo, passiamo subito al secondo.
Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty (2001)
Il secondo capitolo si basava sulle fondamenta del primo e spingeva ancora oltre le possibilità tecniche. I nemici erano molto più intelligenti: reagivano a tracce di sangue, rumori o alla scomparsa dei compagni. L’ambiente era altamente interattivo — pozzanghere, vetri rotti e fumo influenzavano il gameplay in modo tangibile.
Un grande colpo di scena fu che, dopo il prologo, il giocatore non controllava più Solid Snake ma il giovane soldato Raiden. Una scelta creativa che all’epoca fece discutere i fan, ma che oggi viene vista come una riflessione metanarrativa su controllo, aspettative e identità.
Metal Gear Solid 3: Snake Eater (2004)
Il terzo capitolo spostava l’azione nella giungla degli anni ’60, introducendo un nuovo sistema di sopravvivenza. Snake doveva cacciare animali, curare le ferite e utilizzare camuffamenti adatti per mimetizzarsi nell’ambiente. Il terreno non era più statico: la natura diventava sia una sfida sia una risorsa.
Dal punto di vista narrativo, MGS3 esplorava le origini della saga, concentrandosi su Naked Snake (Big Boss), predecessore genetico di Snake — il tutto incorniciato in una intensa storia di spionaggio ambientata nella Guerra Fredda.
Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots (2008)
Metal Gear Solid 4 portava la storia a una conclusione cinematografica. Il gioco introdusse il sistema “Octocamo” — un camuffamento adattivo che si adattava automaticamente all’ambiente. Snake doveva attraversare diverse zone di guerra, potendo scegliere se allearsi ai ribelli o infiltrarsi inosservato.
Il gioco aveva un forte focus sulle cutscene e ha persino stabilito un record mondiale. La cutscene più lunga durava più di un’ora, conquistando così un record mondiale. In totale, la durata di tutte le cutscene supera le 8 ore.
Metal Gear Solid V: The Phantom Pain (2015)
L’ultimo capitolo principale è stato una rottura radicale con il passato. Invece di un level design lineare, Metal Gear Solid V presentava grandi aree open-world con un design delle missioni dinamico. Tempo, meteo ed equipaggiamento influenzavano la pianificazione. Snake poteva lanciarsi nelle missioni in elicottero, a cavallo o successivamente persino con un walker (una sorta di mech).
Il gioco ha introdotto approcci completamente nuovi, offrendo innumerevoli modi per completare i livelli. Allo stesso tempo, bisognava anche sviluppare la propria Mother Base, reclutando nemici e utilizzando le risorse raccolte.
Spin-off e titoli secondari
Oltre ai giochi della serie principale, sono usciti anche degli spin-off. Questi proponevano nuove interpretazioni della saga Metal Gear. Due esempi notevoli sono Metal Gear Rising: Revengeance (2013) e Metal Gear Survive (2018).
Metal Gear Rising: Revengeance (2013)
Metal Gear Rising: Revengeance è un gioco d’azione sviluppato da PlatinumGames e pubblicato da Konami. È stato rilasciato a febbraio 2013 per PlayStation 3 e Xbox 360, e successivamente portato su Windows e macOS. In questo titolo controlli Raiden, un ninja cyborg armato di una katana ad alta frequenza. Il gioco si distingue dai titoli Metal Gear tradizionali per il suo focus su combattimenti rapidi e stilizzati, e per il sistema “Blade Mode” che permette di tagliare con precisione nemici e oggetti.
Metal Gear Survive (2018)
Metal Gear Survive è un gioco di azione e sopravvivenza sviluppato e pubblicato da Konami. È stato rilasciato a febbraio 2018 per PlayStation 4, Xbox One e Windows. È stato il primo gioco della serie Metal Gear sviluppato senza il coinvolgimento di Hideo Kojima. Ambientato in una dimensione alternativa, il giocatore deve combattere contro zombie cristallini. Inoltre, si costruisce una base e si creano armi usando le risorse raccolte. Il gioco permette anche la modalità cooperativa fino a quattro giocatori.
Remake e Remaster – Il ritorno dei classici
Nel corso degli anni, la serie Metal Gear Solid ha ricevuto numerosi remaster, attirando sia nuovi giocatori sia fan storici. Queste ripubblicazioni spaziano da semplici aggiornamenti tecnici a veri e propri remake con grafica e gameplay modernizzati.
Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 1 (2023)
Ad ottobre 2023, Konami ha pubblicato Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 1, che include i primi tre capitoli principali della saga per le piattaforme moderne. Questa raccolta comprende:
- Metal Gear Solid (versione PS1)
- Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty (versione HD)
- Metal Gear Solid 3: Snake Eater (versione HD)
La raccolta offre anche contenuti bonus come sceneggiature digitali, Master Books e colonne sonore. I giochi funzionano sulle console moderne con risoluzione migliorata e frame rate più stabile, mantenendo per lo più intatta l’esperienza originale.
Metal Gear Solid Δ: Snake Eater (2025)
Un altro remake è Metal Gear Solid Δ: Snake Eater. Si tratta di un rifacimento di Metal Gear Solid 3: Snake Eater. Questo remake è sviluppato da Konami con il supporto dello studio Virtuos, utilizzando Unreal Engine 5 per grafica e audio modernizzati.
Questo remake rimane fedele alla storia originale ma integra nuovi elementi di gameplay introdotti in Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Include controlli migliorati, animazioni aggiornate e una nuova interfaccia utente. Le registrazioni vocali originali vengono mantenute per preservare l’autenticità. Il gioco uscirà il 28 agosto 2025 per PlayStation 5, Xbox Series X/S e Windows.
Cosa ci riserva il futuro?
La prima uscita sarà Metal Gear Solid Δ: Snake Eater, già annunciato per quest’anno. Ma c’è di più. È in arrivo anche Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2. Konami ha confermato che stanno lavorando sulla raccolta, anche se i dettagli sono ancora pochi. Molti si aspettano che includa Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, Peace Walker e The Phantom Pain. Konami ha dichiarato di aver imparato dalle sfide della prima raccolta e che si prenderanno più tempo per questa seconda uscita, quindi dovremo attendere ancora un po’.
Conclusione – L’eredità di Metal Gear
Metal Gear Solid non è mai stato solo un videogioco. Fin dall’inizio è stato una dichiarazione nata dalla necessità. Racconta una storia di potere, controllo, identità e ideologia. Quello che iniziò come un piccolo e silenzioso gioco a pixel è diventato uno dei più grandi franchise stealth della storia dei videogiochi. I personaggi e le meccaniche di gioco hanno influenzato generazioni e l’intero mondo videoludico.
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